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L'ANALFABETISMO NEL SECONDO DOPOGUERRA

 
Nell`immediato dopoguerra, e all`indomani del crollo del fascismo, circa un ottavo della popolazione italiana - vale a dire almeno sei milioni di cittadini - non sa né leggere né scrivere. L`analfabetismo è una piaga sociale che presenta caratteri particolarmente gravi soprattutto nei centri rurali del Mezzogiorno. Il governo italiano fa fronte a questa emergenza emanando, il 17 settembre del 1947, un decreto-legge che istituisce le scuole popolari. Un altro forte contributo al progresso culturale della nazione proviene dalla televisione di Stato, che negli anni Sessanta affronta il problema dell`alfabetizzazione attraverso il video. Con l`inizio degli anni Settanta le lotte operaie rivendicano sì maggiori salari, ma anche il diritto all`istruzione. Nel 1973 vi sarà la conquista delle "150 ore" nel rinnovo dei contratti di lavoro, che comprenderà anche il diritto allo studio.

(tratto da http://www.raiscuola.rai.it/articoli/l-alfabetizzazione-storia-sociale-ditalia-19452000/7120/default.aspx )

 

Categoria: Il Dopoguerra